Pasqua, ora, nuovamente


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Pasqua, ora, nuovamente, festosa pigolante negli alberi del mondo, fredda, ruvido-erbata qui, ma erompe in chiarità, tempra in azzurro ed ametista la lontananza delle sue colline. Non è fuga quella laggiù all’orizzonte e neppure inseguimento. S’apre a sé risorta S’apre a sé risortala terra dopo il gelo e dopo il travaglio,si corre incontro, da sé a sé, si estende in un abbraccioavido alla sua infinità o corre in quelle lineel’onda leggera e travolgente della resurrezione, si propaga, trabocca la sua vinta angoscia, e a riconsacrata sua Potenza?

Mario Luzi

 

 

 

 

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Questo che vedi qui non è


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Questo che vedi qui non è.

Qualcuno ti nasconde un pezzo.

È  il frammento che dà il senso.

È la parola che altera l’ordine

del furtivo universo.

L’asse nascosto su cui gira.

Questo ricordo che elabori non è.

Manca lo spazio a regolare il caos.

Qualcuno tira i fili.

Qualcuno ti incita ad agire.

Cambia gli scenari, li risistema.

Sottrae oggetti.

Attraversi di nuovo il labirinto al buio.

Il filo che lì ti danno non ti aiuta ad uscire.

Coral Bracho

 

 

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Ostentazione


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L’ostentazione delle cariche è come qualcosa che è rimasto dal passato feudale.

Hai bisogno di un palazzo, di un tappeto rosso e di molte persone dietro di te che

dicono “Si signore”. Credo che tutto questo sia orribile.

José Mujica

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Tennis



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Puoi spendere anni a vivere, ore a leggere libri, miliardi a farti allenare dallo psicanalista, ma alla fine la palla è in rete che finisce. L’errore annulla qualsiasi passato nell’istante in cui arriva a bruciarti qualsiasi futuro. L’errore azzera il tempo, qualsiasi tempo. Vedi cosa riesce a spiegarti il tennis, senza dare nell’occhio: che quando sbagli, nel preciso istante in cui lo fai, sei eterno.

Alessandro Baricco

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La Farfalla


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L’ultima, proprio l’ultima,
di un giallo così intenso, così
assolutamente giallo,
come una lacrima di sole quando cade
sopra una goccia bianca
– così gialla, così gialla! –
l’ultima,
volava in alto leggera,
aleggiava sicura
per baciare il suo ultimo mondo.
Tra qualche giorno
sarà già la mia settima settimana
di ghetto:
i miei mi hanno ritrovato qui
e qui mi chiamano i fiori di ruta
e il bianco candeliere del castagno
nel cortile.
Ma qui non ho visto nessuna farfalla.
Quella dell’altra volta fu l’ultima:
le farfalle non vivono nel ghetto.

Pavel Friedann

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I figli sono come gli aquiloni


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I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.

Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni, essi finiscono a terra…
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
che presto impareranno a volare.

Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.
E a ogni metro di corda
che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia
e di tristezza insieme.

Giorno dopo giorno
l’aquilone si allontana sempre più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.

Allora soltanto saprai
di avere assolto il tuo compito.

Erna Bombeck

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La notte dell’ultimo dell’anno


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Guardi bruciare
quel che è rimasto
dell’ultimo sentiero:
la luna piena
di un altro gennaio
sulla pelle
del tuo passato,
un mare che dimentichi
e che ha dimenticato
nel suo splendore
il tuo vero volto,
la luce che fu il primo
verbo e il tremito
nel tuo costato
e che oggi lasci
che si divida da te,
davanti al fuoco.
A ponente
bagna la tua maschera
un sole freddo.
E su di te già
alza la notte
le sue onde calme.
La senti indifferente
aprire il fuoco
e il tuo vuoto.

Jorge Valdés Diaz-Vélez

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