Un uomo


Dopo ci fissiamo stremati, la testa appoggiata sullo stesso guanciale, ed esclami: «S’agapò tora ke tha s’agapò pantote». «Cosa significa?» «Significa: ti amo ora e ti amerò sempre. Ripetilo.» Lo ripeto sottovoce: «E se non fosse così?» «Sarà così.» Tento un’ultima vana difesa: «Niente dura per sempre, Alekos. Quando tu sarai vecchio e…» «Io non sarò mai vecchio.» «Sì che lo sarai. Un celebre vecchio coi baffi bianchi.» «Io non avrò mai i baffi bianchi. Nemmeno grigi.» «Li tingerai?» «No, morirò molto prima. E allora sì che dovrai amarmi per sempre.» Stai parlando sul serio o scherzando? Mi costringo a credere che tu stia scherzando, una luce beffarda guizza nella tua iride nera e un’allegria fatta di molti domani scatena il tuo corpo che subito mi ricopre insaziabile. Né bisogna ripensare a un dialogo sulla veranda: «Noi greci abbiamo la mania della veggenza e della tragedia. Forse perché l’abbiamo inventata». «Ma di quale tragedia parla?» «V’è solo un tipo di tragedia e si basa su tre elementi: l’amore, il dolore, la morte.»

Oriana Fallaci

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Alla ricerca delle tante risposte che assillano la mia mente, sono in cammino verso la guarigione emotiva, spirituale e fisica.
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