Una sola moltitudine


Non voglio ricordare ne conoscermi.

Siamo troppi se guardiamo chi siamo.

 Mi sono moltiplicato per sentirmi.

Per sentirmi ho dovuto sentire tutto,

sono straripato, non ho fatto altro che traboccarmi…

 Alla fine di questa giornata

rimane ciò che è rimasto ieri

e ciò che rimarrà domani;

l’ansia insaziabile e molteplice

dell’essere sempre la stessa persona e un’altra.

Mi sento multiplo.

Sono come una stanza

dagli innumerevoli specchi fantastici

che distorcono in riflessi falsi un’unica anteriore realtà

che non è in nessuno ed è in tutti.

Furono dati alla mia bocca i baci di tutti gli appuntamenti

sventolarono sul mio cuore i fazzoletti di tutti gli addii.

La mia anima è una misteriosa orchestra;

non so quali strumenti suoni e strida dentro di me:

corde e arpe, timpani e tamburi.

Mi conosco come una sinfonia.

Sento che niente sono, se non l’ombra

di un volto imperscrutabile nell’ombra:

e per assenza esisto, come il vuoto.

La morte è la curva della strada.

Morire è solo non essere visto.

Essere stanca, sentire duole, pensare distrugge.

La sincerità è un grande ostacolo

che l’artista deve vincere.

Fernando Pessoa

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Alla ricerca delle tante risposte che assillano la mia mente, sono in cammino verso la guarigione emotiva, spirituale e fisica.
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