CERTO CHE FA MALE


Certo che fa male, quando i boccioli si rompono.
Perché dovrebbe altrimenti esitare la primavera?
Perché tutta la nostra bruciante nostalgia
dovrebbe rimanere avvinta nel gelido pallore amaro?
Involucro fu il bocciolo, tutto l’inverno.
Cosa di nuovo ora consuma e spinge?
Certo che fa male, quando i boccioli si rompono,
male a ciò che cresce
male a ciò che racchiude.

Certo che è difficile quando le gocce cadono.
Tremano d’inquietudine pesanti, stanno sospese
si aggrappano al piccolo ramo si gonfiano, scivolano
il peso le trascina e provano ad aggrapparsi.
Difficile essere incerti, timorosi e divisi,
difficile sentire il profondo che trae, che chiama
e lì restare ancora e tremare soltanto
difficile voler stare
e volere cadere.

Allora, quando più niente aiuta
si rompono esultando i boccioli dell’albero,
allora, quando il timore non più trattiene,
cadono scintillando le gocce dal piccolo ramo,
dimenticano la vecchia paura del nuovo
dimenticano l’apprensione del viaggio –
conoscono in un attimo la più grande serenità
riposano in quella fiducia
che crea il mondo.

Karin Boye

KARIN BOYE Poetessa e scrittrice svedese tra le più apprezzate di questo secolo, nacque a Göteborg nel 1900 e morì suicida nel 1941 ad Alingsas. Esordì nel 1922 con la raccolta Möln (Nuvole) seguita da Gomda land (Terre nascoste), 1924; Hardarna (I focolari), 1927; For tradez skull (Per l’albero), 1935. A caratterizzare queste liriche sono un senso mitico della natura e un atteggiamento estatico da parte dell’autrice. Negli anni Trenta partecipò al movimento socialista legato alla rivista di Henry Barbusse : Clartè» e si interessò a Freud e alla psicoanalisi animando la rivista Spektrum». Tra le opere in prosa, il romanzo autobiografico Kris (Crisi), 1934, e quello di fantascienza Kallocain, 1940, considerato il suo capolavoro.

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Informazioni su gualtiero festini

Alla ricerca delle tante risposte che assillano la mia mente, sono in cammino verso la guarigione emotiva, spirituale e fisica.
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